Il valore delle azioni è crollato da €.9,53 ad €.2,38. Tuttavia, ad oggi le azioni valgono sostanzialmente zero, in quanto non si registrano transazioni  sul circuito telematico Hi-Mtf

Gli azionisti della Banca Popolare di Bari stanno vivendo tempi bui. Circa 70.000 soci, inffatti, si trovano in mano azioni che sulla carta valgono €.2,38 ma che, nella sostanza, sono prive di valore.

Sul circuito telematico Hi-Mtf, sul quale le azioni vengono scambiate, non si avvicinano compratori. In altri termini non c’è mercato, in quanto tutti vogliono vendere ma nessuno vuole comprare.

Peraltro, ricordiamo che sino al 2016, prima di approdare sulla piattaforma Hi-Mtf, le azioni venivano scambiate sul mercato azionario interno della Banca. Gli ordini di vendita venivano inseriti nel sistema interno di negoziazione titoli e, sulla base del “criterio cronologico” (dal più datato al più recente), avrebbero dovuto essere collocati. Anche in quel caso il problema risultò lo stesso: tutti vendevano e nessuno comprava.

Il rinvio della trasformazione in Società per Azioni

Entro il termine (più volte prorogato) del 31.12.2018 la Banca Popolare di Bari, come tutte le banche popolari con determiniati requisiti individuati dal D.L. 03/2015, avrebbe dovuto procedere alla trasformazione in società per azioni e dunque quotarsi in borsa. Tuttavia a dicembre non è stata convocata nessuna assemblea dei soci.

Il Consiglio di Stato, infatti, chiamato a pronunciarsi sulla legittimità della riforma delle banche popolari, con ordinanza resa nota in data 26.10.2018, confermando le misure cautelari già adottate, ha rinviato la questione alla Corte di giustizia Europea. Dunque, è necessario attendere la decisione della Corte del Lussemburgo.

Le gravi violazioni accertate dalla Consob e le sanzioni ai vertici della Banca per 2,6 milioni

La Consob con la Delibera n. 20583 e la Delibera n. 20584 ha disposto nei confronti dei vertici aziendali della Popolare di Bari, nonchè della Banca stessa quale obbligato in solido, l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie per complessivi 2,6 Milioni di Euro.

L’autorità,  all’esito della valutazione degli elementi acquisiti, ha ravvisato la sussistenza di irregolarità nella prestazione dei servizi di investimento.

In particolare, nel provvedimento n. 20583, la Consob ha ritenuto accertate le seguenti violazioni:

  • “violazione n. 1, in relazione alle carenze procedurali e alle irregolarità comportamentali che hanno riguardato le procedure per la valutazione dell’adeguatezza e dell’appropriatezza, con specifico riferimento alle modalità di profilatura della clientela e dei prodotti, alle modalità di raffronto fra il profilo del cliente e quello dei prodotti, nonché alla mancata valorizzazione, nell’ambito del giudizio di adeguatezza, di eventuali finanziamenti concessi dalla Banca stessa e finalizzati all’effettuazione di un’operazione di investimento (fattispecie, questa, che ha assunto concreto rilievo con riguardo all’operatività su azioni di propria emissione);
  • violazione n. 2, in relazione alle modalità di gestione degli ordini aventi ad oggetto azioni proprie sul mercato secondario, posto che le procedure adottate dalla Banca non consentono un’adeguata tracciabilità degli ordini impartiti dalla clientela al di fuori del canale filiale; dette carenze sono state all’origine di errori operativi che hanno portato a non inserire ordini inviati per corrispondenza cartacea ed elettronica ovvero consegnati a mani presso gli uffici della Direzione Generale;
  • violazione n. 3, in relazione all’assenza di procedure per la formazione del prezzo delle azioni della Banca (cd. “procedure per il pricing dell’azione”); tale carenza si è riverberata sulla diligenza e correttezza del servizio di negoziazione avente ad oggetto azioni proprie prestato dalla Banca medesima, posto che anche le transazioni sul secondario avvenivano al prezzo deliberato dall’Assemblea”.

Inoltre, nel provvedimento n. 20584, la Consob ha ritenuto accertate irregolarità nella redazione dei prospetti informativi:

  • “per avere la Banca omesso di riportare nel Prospetto 2014 e nel Prospetto 2015 informazioni complete in merito alla determinazione del prezzo di offerta delle azioni BPB, avuto riguardo alle valutazioni formulate dal consulente incaricato di assistere la Banca nella stima del valore delle azioni, così determinando l’impossibilità per gli investitori di acquisire notizie utili al conseguimento di un fondato giudizio sulle azioni offerte”;

I provvedimenti adottati dalla Consob, in buona sostanza, confermano tutti i reclami, gli esposti e le denunce proposte nel corso degli anni dagli azionisti.

Nella valutazione del comportamento della banca si deve tener presente infatti che le azioni collocate dalla stessa appartengono alla categoria di titoli “illiquidi” (cfr Comunicazione Consob n. 9019104 del 2 marzo 2009), caratterizate da un rischio medio-alto.

Gli strumenti legali a disposizione dei soci. Come recuperare l’investimento effettuato

Molti azionisti “intrappolati” nell’acquisto delle azioni emesse da Banca Popolare di Bari hanno tentato la strada dell’Arbitro per le Controversie  Finanziarie (ACF), sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie attivo presso la Consob dal gennaio del 2017. Gli aspetti positivi del ricorso a tale Organismo sono l’assenza di spese vive per l’accesso alla procedura, e la velocità della decisione (6 mesi).

D’altro canto, le decisioni assunte dall’Arbitro per le controversie finanziarie non sono vincolanti come una sentenza emessa da un Tribunale. Se l’intermediario non esegue la decisione la notizia dell’inadempimento viene pubblicata sul sito dell’ACF, su due quotidiani nazionali e sulla pagina iniziale del sito dell’intermediario stesso, con conseguente danno all’immagine ed alla reputazione.

Tornando a caso della Banca Popolare di Bari, ad oggi possiamo contare diverse decisioni positive dell’ACF che, dopo aver accertato le irregolarità denunciate nel collocamento delle azioni, hanno dato pienamente ragione agli azionisti, disponendo a carico della banca il risarcimento dei danni subiti.

Tuttavia, la Banca Popolare di Bari ha deciso di non adempiere a tali decisioni.

A questo punto, l’unica possibilità per gli azionisti è il ricorso alla giustizia ordinaria (Tribunale), certamente meno conveniente per costi da sostenere e tempi da attendere, ma unica strada oggi praticabile.

Aggiornamenti: Banca Popolare di Bari è stata commissariata da Banca d’Italia

Alla luce della situazione patrimoniale deficitaria, la Banca d’Italia in data 13 dicembre 2019 ha disposto lo scioglimento del Consiglio di Amministrazione della Banca ed ha posto la stessa in amministrazione straordinaria. Sono stati nominati due commissari straordinari con il compito di gestire la difficile situazione. 

Emblematico il comunicato della stessa Banca Popolare di Bari : “la banca prosegue regolarmente la propria attività. La clientela può pertanto continuare ad operare presso gli sportelli con la consueta fiducia“.

Ad ogni modo, la parola d’ordine adesso è una sola : ricapitalizzazione.

Il problema è trovare investitori disposti ad immettere capitale e scommettere sul rilancio della Banca, tenendo anche in considerazione il numero dei risparmiatori sul piede di guerra. 

Il Governo, da parte sua, ha rassicurato per quanto possibile di trovare una soluzione per tutelare i risparmiatori. 

Si attendono gli sviluppi.


Prima di avviare  qualisiasi azione, si ritiene opportuno dotarsi di tutta la documentazione necessaria ad inquadrare il caso concreto. In effetti, è necessario acquisire i seguenti documenti:

  1. Contratto quadro
  2. Estratti conto Dossier Titoli
  3. Questionati profilatura MIfid
  4. Ordini acquisto titoli
  5. Ordini di vendita (se presenti)

Se hai acquistato azioni o obbligazioni emesse da Banca Popolare di Bari  ed hai necessità di ottenere una consulenza personalizzata su come ottenere il rimborso delle somme investite, contatta senza impegno lo studio compilando il Form qui sotto.

 

 

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