Un tuo parente è morto da poco, tu, proprio tu, sei uno dei chiamati all’eredità. Dopo esserti ripreso dal dolore, inizi a chiederti cosa fare con l’eredità, se accettarla o meno, ma non ne sai molto. Sei confuso, spaesato.

Hai letto su internet che se il de cuius (così chiamano la persona che è morta) aveva dei debiti puoi rinunciare all’eredità ed i creditori non busseranno alla tua porta, nè ora nè mai.

Risposta secca : dipende !!

Si, hai capito bene, non sempre può andare così come qualcuno ti ha detto. Tra poco ti spiegherò perchè, dunque ti consiglio di leggere l’articolo fino in fondo.

Le verifiche preliminari sui debiti del defunto

La prima cosa da fare è verificare se il soggetto defunto aveva debiti o meno. Se il defunto non aveva debiti, o comunque non si trovava in una situazione molto critica, non ci sono problemi di sorta e puoi accettare l’eredità.

Se invece il defunto aveva debiti potresti fare due cose:

  1. Accettare l’eredità con Beneficio di Inventario
  2. Rinunciare all’eredità

Sulla prima opzione, ovvero il “beneficio di inventario” non possiamo dilungarci in questo articolo. Lo approfondiremo in seguito. Qui ti basta sapere che con questo meccanismo, accetti l’eredità ma i debiti verranno pagati solo con i beni che hai ricevuto dal defunto. Insomma, non rischi i tuoi soldi o i tuoi beni.

La seconda scelta, ovvero la rinuncia all’eredità, è quella che appare più semplice ma anche la più “insidiosa”.

Molti, infatti, ignorano entro quale termine rinunciare all’eredità.

Dopo la morte del defunto quanto tempo puoi aspettare per decidere cosa fare ?

Ti dicevo, qui sbagliano in molti. Attenzione, non farti ingannare dal termine per la presentazione della dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate che è di 12 mesi dal decesso.

Il codice civile stabilisce che quando il soggetto che è chiamato all’eredità si trova nel possesso di beni ereditari ha solo 3 mesi di tempo per fare l’inventario (in sostanza un elenco dei beni del defunto con una procedura da avviare in Tribunale).

Se il chiamato non effettua l’inventario entro 3 mesi viene considerato erede puro e semplice. Un bel rischio dunque.

Ultimamente, la Corte di Cassazione ha addirittura precisato che è sufficiente il possesso anche di un un letto ed alcuni effetti personali appartenenti al defunto per far scattare il termine di 3 mesi.

Capisci dunque che i termini sono molto stretti ?

ti faccio un esempio per farti capire meglio.

Mario, pieno di debiti, muore il 1 Marzo, lasciando una moglie e due figli. Tutti vivevano nello stesso immobile. Dato che i soggetti chiamati all’eredità si trovano nel “possesso” dei beni che appartenevano a Mario, hanno solo 3 mesi di tempo, dunque sino al 1 giugno, per fare l’inventario dei beni. Se non lo fanno diventano eredi, e dovranno pagare anche i debiti di Mario.

Al contrario, se i soggetti chiamati all’eredità, non si trovano nel possesso dei beni ereditari, hanno il diritto di accettare l’eredità entro dieci anni.

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