Con Sentenza n. 84 del 27/01/2022 il Tribunale di Forlì accoglie integralmente l’opposizione presentata dall’Avv. Luca Barone e revoca il Decreto Ingiuntivo precedentemente emesso in favore della Banca.

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Il Tribunale di Forlì, all’esito di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo derivante da uno scoperto di conto corrente, ha stabilito che il correntista nulla deve alla Banca.

Costituisce principio cardine del diritto civile quello dell’onere della prova. L’art. 2697 c.c. dispone infatti che “Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento“.

Nel caso di Opposizione ad un decreto ingiuntivo emesso a favore di una Banca, è proprio quest’ultima a dover provare rigorosamente il credito vantato, depositando in giudizio il contratto di conto corrente nonché tutti gli estratti conto integrali dalla data di inizio del rapporto alla chiusura dello stesso.

La ragione è facilmente intuibile: la ricostruzione del saldo del conto corrente non potrebbe essere effettuata sulla base di criteri presuntivi od approssimativi, bensì deve avvenire sulla base di dati contabili certi in ordine alle operazioni ivi registrate.

Nel caso deciso dal Tribunale di Forlì, l’opposizione al decreto ingiuntivo emesso a favore della banca era stata fondata su plurime contestazioni:

  • Mancato deposito da parte della Banca del contratto di conto corrente originario (era stato depositato un contratto successivo di molti anni rispetto alla stipula, peraltro privo delle condizioni economiche)
  • Mancato deposito della sequenza integrale di tutti gli estratti conto, dalla data di apertura alla chiusura del conto
  • Illegittima capitalizzazione trimestrale degli interessi
  • Illegittima applicazione delle commissioni di massimo scoperto
  • Superamento tasso soglia usura in diversi trimestri

Ebbene, il Tribunale di Forlì, aderendo alle nostre prospettazioni, con riferimento al contratto ha osservato come “dagli atti del presente giudizio emerge infatti che, a fronte delle specifiche deduzioni del correntista contenute nell’atto di citazione in opposizione relative all’avvenuta stipulazione del rapporto contrattuale tra *****., già a partire dall’anno 1989 – circostanza modificativa dell’altrui pretesa – la Banca si è limitata a dedurre che l’apertura del contratto di conto corrente n.*** è avvenuta in data 13.04.2006, mediante sottoscrizione da parte del correntista di un apposito contratto di conto corrente bancario nonché ad offrire in comunicazione il relativo regolamento contrattuale scritto, già prodotto in sede monitoria. Una tale ricostruzione fornita da parte opposta non è senza dubbio condivisibile tenuto conto di plurimi e concordanti indici contenuti nella documentazione in atti e che attestano, in linea con quanto dichiarato dal correntista, che l’originario rapporto di conto corrente ordinario è stato aperto in data ampiamente antecedente, rispetto all’allegazione temporale del cessionario del credito“.

In relazione agli estratti conto, ancora, il Tribunale ha osservato che “la Banca a fronte delle eccezioni sollevate dal correntista nell’ambito della propria opposizione volta altresì a far valere la nullità di clausole contrattuali e l’illegittimità dei relativi addebiti in conto corrente,, non ha neanche offerto in comunicazione la serie completa degli estratti conto relativi al contratto di conto corrente ordinario n. *** – lista movimenti, riassunti scalari e conteggio competenze – dall’effettiva apertura del conto (circostanza fattuale che lo si ribadisce non è stata nemmeno specificamente allegata da parte opposta) alla chiusura dello stesso. Infatti, in conformità al puntuale rilievo effettuato da parte opponente per il tramite anche delle risultanze della propria consulenza di parte , in relazione al contratto di conto corrente ordinario n. **** risultano mancanti non solo gli estratti conto iniziali, non presentando il primo estratto relativo al primo trimestre dell’anno 1993 un saldo iniziale pari a zero – al 31.12.1992 saldo iniziale di periodo positivo e pari a lire 28.297.268 -, ma anche plurimi estratti conto, a volte solo liste movimenti, a volte solo estratti scalari, oltre ai prospetti competenze, e a volte entrambi relativi agli anni 1999, 2000 e 2005, nonché ad alcuni trimestri degli anni 2001, 2004 e 2006“.

Pertanto, il Tribunale, con motivazione lineare e convincente, all’esito del giudizio ha disposto la revoca del Decreto Ingiuntivo.

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